martedì 22 ottobre 2013

Del sapere proletario

Dunque, in questi tempi in Italia, siamo al declino della democrazia reale, verso un continuo socialismo di massa che portera' a diverse fascie di cittadinanza, cambio dei consumi, visione diversificata della realta' in base alla classe sociale e individualismo proletario.
In sostanza quello che il governo comunista stalinista di Berlusconi, dopo aver raggiunto il suo obiettivo di portare televisioni, maxischermo, cellulari, e immaginario situazionista da piano bar in casa della gente e il suo relativo, tra l'altro nei giorni a venire sempre piu' evidente, in quanto la contesa sociale si fara' sempre maggiore e la risposta proletaria e della "raccaille" sara' piu' estesa, non possiamo che renderci conto che questo ventennio e' stato diseducativo e annullante per la maggior parte della popolazione italiana.
Quello che fece Berlusconi, fu' eliminare il potere proletario e rassicurare il potere operaio, rinchiudendolo dentro un simulacro di immaginismo surrealismo, grazie ai filtri delle sue televisioni, i suoi contatti internazionali, lascio' sempre un comunismo di facciata, sempre meno antifascista, sempre meno libertario sempre meno a favore della classe di fascia b.
Per intenderci il periodo che si sta' delineando adesso, che da piu' spazio alle tradizioni monarchiche basate  su base liberale, partecipativa e parlamentare il governo, sta' aggiustando il bersaglio sugli studenti, sulle nuove classi mobili e di immigrazione legale, affogando questi ultimi dopo averli spogliati dei relativi diritti, e sulla relativa democrazia, che non e' piu' appannaggio dei cristiani, ma essendo su base europea deve o essere proporzionata al paese che e' l'Italia, oppure con valori relativi all'Unione Europea.
Le riforme che in momento come questo non possono essere rivoluzionarie, sono quelle del lavoro, del commercio, delle arti, anche liberali e in genere.
Anche per questo ogni giorno siamo sempre piu' portati a scendere in citta' e a prenderci cura dei nostri valori e dei nostri diritti.

lunedì 21 ottobre 2013

Rapporto sulla creazione di uno spazio col PD di Rivalta (Reggio Emilia) a uso e consumo delle nuove generazioni.

Creazione di uno spazio pubblico autogestito polifunzionale e creativo con workshop e gruppi di socialita' diffusa, associazioni di idee e affinita' creative e artistiche e artistiche, serate a offerta libera e gratuita con gruppi di musicisti nazionali e internazionali.
E' diviso in diversi luoghi e situazioni qui sotto elencate.
- Esposizioni e sfilate settimanali di arte, artigianato artistico, design, progetti collettivi di giovani cittadini reggiani ed emiliani romagnoli.
- Zona caffe' e ristoro con ristorante vegano e vegetariano e non.
- Laboratori artigianali con maestri di bottega e mestieri vari.
- Laboratori di fotografia, serigrafia e stampa su diversi materiali.
- Sala prove gratuita per gruppi locali.
- Corsi di lingue per stranieri (cinese, arabo, indiano, russo) e dialettali.
- Bottega del tessuto, del riuso, del riciclo.
- Studio della storia dell'arte con critici, artisti e specialisti della provincia reggiana e della citta' nel centro storico.
- Corsi e workshop sull'ingegneria elettronica, informatica e meccanica.
- Spazio ostello e abitazione gestori.
- Corsi di scenze politiche, matematiche, fisiche e chimiche, con presentazioni di libri, convegni, dibattiti.
- Spazio palestra e attivita' fisiche.
- Sala biblioteca
- Spazio invalidi e asilo
- Orti collettivi e popolari
- Spazio market e commercio equosolidale
- Risto Disco
- Officina dei metalli e delle pietre preziose

domenica 13 ottobre 2013

Delle occupazioni monarchiche e royaliste in citta'.

Checche' se ne dica, di questa citta' padana oltre al flusso migratorio del sud italia e di altre citta' in movimento quello che mancano a noi docenti, noi professori, noi artisti italiani, mancano posti e luoghi dove ritrovarsi dove scambiarsi opinioni, abitudini ed esprimere il nostro gusto sociale, il nostro punto d'incontro, il nostro obiettivo.
Anche per questo si ricomincia come ogni anno, psichiatria permettendo, a criticare il disuso la gentrification (cioe' la cementificazione che asciuga le citta') e a cercare nuovi luoghi e locali per vivere meglio e insieme.
Non e' tanto la legge che ci spaventa, e neanche il fatto di infrangerla, ma sono le condizioni economiche, le condizioni climatiche, il reale bisogno di casa, la mancanza di logistica.
Inoltre muoviamo i nostri passi sempre verso un miglioramento della societa' e degli individui, alla ricerca di luoghi forse dove, necessita' il bisogno, dove essere sempre meno parassiti dello stato e delle sue macchine burocratiche a inghiottimento.
Come ogni anno, "quando siamo in campagna abbonamenti", invitiamo tutta la popolazione ad aiutarci alla ricerca di stabili vuoti, anche perche' non dimentichiamolo, questa e' casa nostra.